Presentazione

Chi siamo

Organizzazione

Centro di Documentazione

Servizio Civile

Servizi

Centro d'Ascolto online

Progetti

Programma

Come contribuire

Bacheca

Contatti

Gallery

Link

Diversamente uguali

Nella diocesi di Ascoli Piceno, grazie anche ai fondi 8xmille e al contributo della Caritas diocesana, è stato sostenuto il progetto denominato “Diversamente uguali”, promosso e realizzato per il terzo anno consecutivo, nelle scuole della provincia, dall’Associazione “Cose di Questo Mondo” in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale – Ambito Territoriale Ascoli Piceno-Fermo.
Si tratta di un’associazione di promozione sociale, senza fini di lucro, affiliata alla Acli di Ascoli Piceno, che svolge attività di educazione alla mondialità.
L’obiettivo è aiutare le persone a prendere coscienza che è possibile cambiare la realtà in una prospettiva di giustizia, di pace e di solidarietà tra i popoli.
L’associazione, che conta più di 30 associati, è nata nel 2008 su iniziativa di una coppia missionaria ascolana, Ursula Mancini e Claudio Bachetti, che, una volta terminata la sua esperienza di sei anni in Mozambico, ha scelto di mettere a disposizione per queste finalità il proprio tempo e le proprie competenze, maturate soprattutto durante la permanenza in missione.
Nell’ambito dell’educazione alla mondialità, il progetto tenta di dare una risposta concreta al bisogno di integrazione sociale dei giovani immigrati e di quelli appartenenti alle cosiddette seconde generazioni, che nella società sempre più multiculturale in cui viviamo sono frequentemente oggetto di intolleranza e razzismo, come emerge da alcune autorevoli indagini e inchieste e da numerosi fatti di cronaca, anche locale.
Pertanto, attraverso la realizzazione di percorsi di educazione interculturale nelle scuole della Provincia di Ascoli Piceno, il progetto “Diversamente uguali” promuove l’integrazione sociale dei giovani immigrati e di quelli delle cosiddette seconde generazioni favorendo il rafforzamento dell’autostima da parte degli stessi e promuovendo in tutti i giovani partecipanti una cultura di accoglienza della diversità in generale, e di quella culturale, in particolare. Questo perché, secondo i principi di base sull’integrazione adottati dal Consiglio dell’Unione Europea, “l’integrazione è un processo dinamico bilaterale di adeguamento reciproco da parte degli immigrati e di tutti i residenti degli Stati membri”.
I percorsi educativi, svolti nelle ore scolastiche e alla presenza degli insegnanti, sono rivolti sia ai bambini della scuola primaria sia ai ragazzi e ai giovani della scuola secondaria. Ogni anno scolastico vengono realizzati oltre 100 percorsi educativi in altrettante classi, raggiungendo circa 2.000 alunni, di cui almeno 180 di origine non italiana, per oltre 600 ore di educazione, in oltre 20 istituti scolastici.
Il progetto ha prodotto ottimi risultati contribuendo a prevenire e rimuovere pregiudizi e stereotipi favorendo così un’effettiva integrazione dei giovani immigrati.
Infatti, dal monitoraggio effettuato, attraverso colloqui formali e informali con gli insegnanti, i genitori e gli alunni, è emerso un elevato grado di soddisfazione, sia per quanto riguarda la partecipazione e il coinvolgimento dei partecipanti, sia per quanto riguarda l’assimilazione dei contenuti, sia per quanto riguarda le metodologie didattiche utilizzate.
In particolare, è stato evidenziato come il progetto abbia favorito un maggior coinvolgimento degli alunni, e in particolare di quelli immigrati, nelle attività scolastiche ed educative e, una riduzione della conflittualità all'interno delle classi che hanno partecipato.
Le particolarità del progetto sono almeno due.
Una è quella che si riferisce alle metodologie didattiche utilizzate.
Nei percorsi proposti, infatti, le metodologie educative classiche sono integrate dall’utilizzo di moderne e innovative metodologie, quali “metodologie attive o partecipative” e “metodo della testimonianza”.
Tali metodologie sono ritenute dal Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI) “lo  strumento centrale dell’innovazione metodologico-didattica perché rendono lo studente attivo, coinvolto emotivamente nell’attività e incoraggiato a lavorare in gruppo per imparare a pensare, progettare e sperimentare”.
Si tratta di metodologie che, se ben utilizzate, permettono di coniugare divertimento e apprendimento, ma che, purtroppo, con molta difficoltà si riescono ad introdurre nell’attività ordinaria sia scolastica che pastorale.
Tenendo conto delle differenti capacità di apprendimento, si utilizzano strumenti differenti in base all’età dei partecipanti. Per la scuola primaria, per esempio, si utilizzano viaggi immaginari in altri paesi, storie animate di altri paesi, giochi di altri paesi; per la scuola secondaria, invece, si usano teatralizzazioni, giochi di ruolo, giochi cooperativi, simulazioni.
L’altra particolarità è relativa al fatto che si è raggiunta una buona sensibilizzazione delle agenzie educative (scuole e associazioni, in particolare), degli enti locali e delle imprese locali sulle problematiche della mondialità, che ha permesso la creazione di una rete stabile sul territorio per il sostegno dell’educazione alla mondialità.
Infatti, il progetto è sostenuto sia dal punto di vista operativo che finanziario da soggetti del terzo settore (oltre al fondo 8xmille della Caritas Italiana, c’è la Caritas diocesana di Ascoli Piceno, la Fondazione Carisap, le Acli provinciali di Ascoli Piceno), dalle istituzioni pubbliche (Regione Marche, Comuni di Ascoli Piceno, Folignano, Maltignano, Monsampolo, Acquaviva, San Benedetto del Tronto) e da imprese private (Coop Adriatica, Fainplast Srl, Caf Acli, Ciannavei Srl, Borgioni Imballaggi, Imit Srl, Vitali Ascensori).
Tutto ciò permetterà di portare avanti il progetto anche per i prossimi anni.

Guarda la gallery